Nn ci crederete. E, forse, nn ci credo ancora neanche io...
Tutto risale al 30 Agosto quando, dovendo partire per Parma, ho mollato in camera mia il mio simpatico, luccicante, funzionale router wi-fi collegato al modem adsl alice.
Oggi,
30 ottobre 2006.... scopro che mio padre, il simpatico, luccicante, funzionale Don Panta, ha inviato tutto alla Telecom.
Mio padre fa beneficenza all'ente che da 50 anni gli ruba soldi in continuazione.
Fa beneficenza regalando (a suo insaputa naturalmente) il mio simpatico, luccicante, funzionale router wi-fi.
"pensavo fosse tutto della alice..."
Come fare ad incazarsi con lui?!
Nn so se piangere o ridere. I geni, adesso ne sono sicuro, sono proprio quelli.
Grazie don Panta.
ilpazzo
Monday, October 30, 2006
Monday, October 16, 2006
Cerco centro normalità permanente
Si. Ne avevo bisogno. Dopo averla ricacciata per tanto tempo la cercavo come si cerca un'isola di pace. Volevo un pò di tranquillità, di normalità, di sana vita abitudinaria. Avevo bisogno di sentirmi un attimo pressato dagli impegni e dalle responsabilità.
E, visto che il buon Guido nn conosce via di mezzo, che ti fa? si carica di responsabilità e fardelli senza misura e si ritrova schiacciato dagli impegni. Ma va bene così. E risaputo che, sotto pressione, si rende molto meglio.
Ed ecco scoprirmi amante delle prime ore mattutine. Caffè, doccia e via di corsa a lezione. Con rincoglionimento jamaicano ma con puntualità svizzera. E poi il lavoro. Gli eventi dell'Erasmus Student Network. E la necessità di nn farmi schiacciare dalla routine parmigiana (lezione, pappa, nanna).
Però mi va di lusso. Il lavoro è una figata: mi pagano per stare in giacca e cravatta, in uno dei teatri più belli d'italia, a sorridere alla gente che va a vedere gli spettacoli. La stanza, sebben ancora manchi un tocco di genio dell'arredo, è spettacolare ed i ragazzi che vivono con me super tranquilli. Continuo a vivere immerso nell'atmosfera erasmus. E, ancor più precisamente, continuo a vivere immerso nella vita spagnola (passo più tempo parlando in castellano che nn in italianino).
Comunque...
Giovedì si laure Elisabetta. E qui credo che verrà anche la Capocchiola. Bella rimpatriata!!!
Vado a lezione che mi aspettano i commutatori della SIP.
Parma nn fa così schifo.
E ciò mi rincuora.
Nn fosse pe sta cazzo di nebbia....
Un bacio a tutti.
Don Guido.
Lo de la Verga.
E, visto che il buon Guido nn conosce via di mezzo, che ti fa? si carica di responsabilità e fardelli senza misura e si ritrova schiacciato dagli impegni. Ma va bene così. E risaputo che, sotto pressione, si rende molto meglio.
Ed ecco scoprirmi amante delle prime ore mattutine. Caffè, doccia e via di corsa a lezione. Con rincoglionimento jamaicano ma con puntualità svizzera. E poi il lavoro. Gli eventi dell'Erasmus Student Network. E la necessità di nn farmi schiacciare dalla routine parmigiana (lezione, pappa, nanna).
Però mi va di lusso. Il lavoro è una figata: mi pagano per stare in giacca e cravatta, in uno dei teatri più belli d'italia, a sorridere alla gente che va a vedere gli spettacoli. La stanza, sebben ancora manchi un tocco di genio dell'arredo, è spettacolare ed i ragazzi che vivono con me super tranquilli. Continuo a vivere immerso nell'atmosfera erasmus. E, ancor più precisamente, continuo a vivere immerso nella vita spagnola (passo più tempo parlando in castellano che nn in italianino).
Comunque...
Giovedì si laure Elisabetta. E qui credo che verrà anche la Capocchiola. Bella rimpatriata!!!
Vado a lezione che mi aspettano i commutatori della SIP.
Parma nn fa così schifo.
E ciò mi rincuora.
Nn fosse pe sta cazzo di nebbia....
Un bacio a tutti.
Don Guido.
Lo de la Verga.
Trasferimento
Provo da svariati giorni a metter su un blog su splinder. riscontrando ogni volta un problema nuovo ed una pessima organizzazione logica del servizio, decido di rimanere su blogspot. Perchè mi piace, perchè mi ci sono affezionato. Perchè mi piace l'idea di una continuità descrittiva. Non voglio rompere con questo così recente passato.
Morale della favola: il mio blog cambierà nome. Ma resta inchiodato qui dove sta.
Splinder nn mi vuole. Mi cambia le password ad ogni nuovo ingresso ed oggi si è autocambiato la risoluzione e per leggere mi ci è voluto un microscopio.
Basta. Andasse affanculo!
Rimango qui.
A presto allora.
Ci conto.
Guido
Morale della favola: il mio blog cambierà nome. Ma resta inchiodato qui dove sta.
Splinder nn mi vuole. Mi cambia le password ad ogni nuovo ingresso ed oggi si è autocambiato la risoluzione e per leggere mi ci è voluto un microscopio.
Basta. Andasse affanculo!
Rimango qui.
A presto allora.
Ci conto.
Guido
Sunday, October 08, 2006
La lenta agonia...
Continuo a tirare avanti la lenta agonia di questo blog.
Vorrei chiudere con un post degno di nota... ma nn c'è il tempo.
La mia vita ha iniziato a viaggiare con tempistica svizzera. E, anche a causa della mancanza di una postazione internet fissa, i miei aggiornamenti si sono fatti sempre meno frequenti.
Comunque... queste ultime settimane sono state un turbine di accadimenti ed impegni che mi hanno catapultato nel pianeta terra:
1)Ho iniziato lezioni e fatto l'esame che preparavo a valencia (ho beccato 23...);
2)Ho lavortao in un pob per l'Oktober fest;
3)Ho firmato un contratto con il teatro reggio per lavorare come maschera e stewart di terra;
4)Ho trovato una super mega casa in centro;
5)Sono entrato in ASSI, ESN Parma.
6)Sono sereno.
Scappo, vi amo, guido
Vorrei chiudere con un post degno di nota... ma nn c'è il tempo.
La mia vita ha iniziato a viaggiare con tempistica svizzera. E, anche a causa della mancanza di una postazione internet fissa, i miei aggiornamenti si sono fatti sempre meno frequenti.
Comunque... queste ultime settimane sono state un turbine di accadimenti ed impegni che mi hanno catapultato nel pianeta terra:
1)Ho iniziato lezioni e fatto l'esame che preparavo a valencia (ho beccato 23...);
2)Ho lavortao in un pob per l'Oktober fest;
3)Ho firmato un contratto con il teatro reggio per lavorare come maschera e stewart di terra;
4)Ho trovato una super mega casa in centro;
5)Sono entrato in ASSI, ESN Parma.
6)Sono sereno.
Scappo, vi amo, guido
Thursday, October 05, 2006
Si chiude
Oggi, almeno in teoria, questo bel blog dovrebbe andare in pensione.
Ma nn ho un secondo per scrivere una lettera di pensionamento.
Indi per cui...
aspettate qualche giorno.
Nn ho tempo neanche per cagare.
Vi amo.
Ma nn ho un secondo per scrivere una lettera di pensionamento.
Indi per cui...
aspettate qualche giorno.
Nn ho tempo neanche per cagare.
Vi amo.
Thursday, September 28, 2006
Lo sapevate? sapevatelo!
Lo sapevate?
Un motorola V220 (con chip bloccato per funzionare solo con la scheda SIM di un determinato gestore) su mille esce con un piccolo difetto di fabrica che impedisce di liberarlo, ossia di operare sul chip di modo che il cell funzioni con tutti i gestori.
Bene... il mio è uno di quelli!
Ossia: la mia solita fortuna mi vuole, adesso, con un cellulare nuovo nuovo che posso adoperare solo in Spagna. Vale a dire? Non me ne faccio un cazzo adesso.
Sapevatelo!
Checchulo, no!?
Bene.
ilpazzo
PS: siguo siendo el puto amo. sin dudas!!!!
Un motorola V220 (con chip bloccato per funzionare solo con la scheda SIM di un determinato gestore) su mille esce con un piccolo difetto di fabrica che impedisce di liberarlo, ossia di operare sul chip di modo che il cell funzioni con tutti i gestori.
Bene... il mio è uno di quelli!
Ossia: la mia solita fortuna mi vuole, adesso, con un cellulare nuovo nuovo che posso adoperare solo in Spagna. Vale a dire? Non me ne faccio un cazzo adesso.
Sapevatelo!
Checchulo, no!?
Bene.
ilpazzo
PS: siguo siendo el puto amo. sin dudas!!!!
Tuesday, September 26, 2006
Sono a casa mia
Sveglia alle 10:30. La casa profuma di te e fumo. Tutte e due di certa provenienza marocchina. I ragazzi che abitano la casa sono svegli da un po' e popolano il salone come un mercato di Marrakech. Io, da bravo ospite, ancora un po' intontito dalla nottata brava, apro gli occhi continuando a russare e rotolandomi nel sacco a pelo.
Le molle del divano che da due notti mi fa da giaciglio mi hanno perforato due costole e si avvicinano pericolosamente ai polmoni. Mi sgranchisco e mi stiracchio come un gatto. Emetto cacofonie da cracker rotto e da giuntura poco oliata. Constato felicemente che mi sono svegliato circa 3 volte piu' stanco di come sono andato a dormire. Mi tiro su faticosamente e bevo qlcosa che, di sicuro, non è acqua. Al secondo sorso inizio ad avere seri dubbi sulla sua potabilità. Al terzo emetto un rutto che sposta di 3° l'asse rotazionale terrestre. La mia giornata inizia piena di suoni.
Cerco di cogliere l'attimo fuggente per andare in bagno. La fila è lunga ed io, in coma catodico, mi faccio rubare ripetutamente il posto perso, come sono, davanti a dei programmi di cronaca rosa spagnola. I marocchini, compagni di casa di Lorenzo che mi ospita, sembrano delle api operaie. Io, con muovenze da bradipo, mi arrendo e vado a lavarmi la faccia ed i denti nella cucina.
Venti minuti dopo sono per strada. Occhialone whatsamericanboy e passo felpato tendente allo zoppo. Senza fretta percorro Blasco Ibanyez e mi infilo su Ramon Llul. La città, come durante tutte le 24 ore del giorno, pullula di vita e di studenti. Io, resacca a seguito, ripercorro le vie che mi hanno visto protagonista per un anno come se fossi il regista di un film. Arrivato su avenida Tarongers rischio come al solito di prendere il tram. Di prenderlo in faccia. Attraverso la strada senza nessuna cautela ed entro nella politecnica.
Colazione da Tony, chiaccherata da tiffany e sono in biblioteca. Gli occhi sui libri ed il cervello a sfarfallare altrove. Penso e ripenso. Piu' di quello che dovrei. Penso ciò che nn dovrei pensare... nn è questo l'anno giusto per le idee malsane.
Ho fatto 2000 km per rendermi conto che era tutto finito. Che l'erasmus è un anno. Non di piu'. Volevo far capire a me stesso che, almeno per ora, Valencia resterà lontana dalla mia routine quitidiana. Che, per ora, dorrà essere solo studio e nebbia, autobus e cubi, lavoro e cannoni.
Ma, per le strade di questa città dei balocchi, continuo a sentirmi il puto amo, il principe delle Asturie. In queste strade mi sento a casa mia.
Quant'è bella giovinezz che si sfugge tuttavia.
Chi vuol esser lieto sia,
si doman nn c'è certezza.
Eccheccazzo.
Cecco Angiolieri (credo).
Un bacio.
Carico di un sentimento a cavallo tra tristezza e forza d'animo.
ilpazzo@suputacasa
Le molle del divano che da due notti mi fa da giaciglio mi hanno perforato due costole e si avvicinano pericolosamente ai polmoni. Mi sgranchisco e mi stiracchio come un gatto. Emetto cacofonie da cracker rotto e da giuntura poco oliata. Constato felicemente che mi sono svegliato circa 3 volte piu' stanco di come sono andato a dormire. Mi tiro su faticosamente e bevo qlcosa che, di sicuro, non è acqua. Al secondo sorso inizio ad avere seri dubbi sulla sua potabilità. Al terzo emetto un rutto che sposta di 3° l'asse rotazionale terrestre. La mia giornata inizia piena di suoni.
Cerco di cogliere l'attimo fuggente per andare in bagno. La fila è lunga ed io, in coma catodico, mi faccio rubare ripetutamente il posto perso, come sono, davanti a dei programmi di cronaca rosa spagnola. I marocchini, compagni di casa di Lorenzo che mi ospita, sembrano delle api operaie. Io, con muovenze da bradipo, mi arrendo e vado a lavarmi la faccia ed i denti nella cucina.
Venti minuti dopo sono per strada. Occhialone whatsamericanboy e passo felpato tendente allo zoppo. Senza fretta percorro Blasco Ibanyez e mi infilo su Ramon Llul. La città, come durante tutte le 24 ore del giorno, pullula di vita e di studenti. Io, resacca a seguito, ripercorro le vie che mi hanno visto protagonista per un anno come se fossi il regista di un film. Arrivato su avenida Tarongers rischio come al solito di prendere il tram. Di prenderlo in faccia. Attraverso la strada senza nessuna cautela ed entro nella politecnica.
Colazione da Tony, chiaccherata da tiffany e sono in biblioteca. Gli occhi sui libri ed il cervello a sfarfallare altrove. Penso e ripenso. Piu' di quello che dovrei. Penso ciò che nn dovrei pensare... nn è questo l'anno giusto per le idee malsane.
Ho fatto 2000 km per rendermi conto che era tutto finito. Che l'erasmus è un anno. Non di piu'. Volevo far capire a me stesso che, almeno per ora, Valencia resterà lontana dalla mia routine quitidiana. Che, per ora, dorrà essere solo studio e nebbia, autobus e cubi, lavoro e cannoni.
Ma, per le strade di questa città dei balocchi, continuo a sentirmi il puto amo, il principe delle Asturie. In queste strade mi sento a casa mia.
Quant'è bella giovinezz che si sfugge tuttavia.
Chi vuol esser lieto sia,
si doman nn c'è certezza.
Eccheccazzo.
Cecco Angiolieri (credo).
Un bacio.
Carico di un sentimento a cavallo tra tristezza e forza d'animo.
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