Saturday, May 19, 2007

Chiuso fuori dal mio blog

Tagliato fuori. Totalmente escluso dal mio blog. Un cambio di prassi e di organizzazione; una cattiva informazione... ed eccomi sparito dalla scena per quasi un mese. Alla base una formalità di blogger.com che ha deciso che per loggarsi nn era piu' sufficiente il nome e la password ma ci fosse bisogno di un indirizzo mail o qualcosa del genere... morale della favola: mi hanno affidato una password che non conoscevo e che nn sapevo dove trovare.

Ma alla fine ne sono saltato fuori. Ed ho un mare di cose da raccontarvi. Da cosa iniziare!?

Direi da Madrid. Direi, meravigliosamente e abboccapertamente (licenza poetica regolarmente depositata all'ufficio scrittori italiani), Madrid! Cinque (mai così) velocissimi giorni nella capitale Spagnola. Abbastanza per farmi innamorare perdutamente di questa città.


In compagnia di Paz sono riuscito, in un lasso brevissimo di tempo, a sentirmi totalemente padrone dei vicoli e dei borghi, delle piazze e dei cortili, a sentirmi madrilenyo al 100%.


E poi... il ritorno a Parma. Le elezioni universitarie.
Elezioni. E che elezioni!! Con Roberto Mele (fijo e Selen) sempre piu' politico e meno essere umano, che spadroneggia e diventa senatore universitario! un eroe, il primo ad incarnare 17 ideologie politiche che vanno dal fanatismo di stampo marxista alla xénofòbia filo-nazista, bagnata da un background educativo partorito da Don Giussani e rettificato da Bossi. Il demagogo dell'udu, il primo politico nato per fare il mafioso e finito per fare il PR. Il giusto compromesso tra l'immoralità ed il senso della giustizia. (robè... sto scherzando... nn ti incazzare!)

Io da parte mia, fuggito in terra iberica in piena campagna elettorale, non sono riuscito nell'impresa di entrare in consiglio di facoltà; per me solo la carica di consigliere di corso di laurea e di uomo piu' odiato e mal visto del corso di ingegneria dell'informazione. Perchè essere un ingegnere atipico ha i suoi pro ed i suoi contro. I pro sono, naturalmente, tanti; e basta passare una giornata nella mia facolà per rendersene conto. Pero' lo scotto da pagare è, non tanto una bassa popolarità, quanto un senso di non appartenenza e di relativo odio viscerale. In pratica: mi conoscono tutti e sto sul cazzo a molti. Ma va bene così. Alla fine nn si puo' volere la moglie piena e la botte ubriaca (o viceversa).

Ieri sera, Venerdì, ho festeggiato il mio compleanno (che è stato il 10). Un botellon al vecchio stile con un po' di gente piovuta da tutte le parti (a tal proposito ringrazio il buon Paolino venuto da Varese ed il Marinosky da Piacenza). Vaghi ricordi e notte finita nel delirio etilico (PS: grande Caputo!).


E che piu'?! Niente. Oggi Sabato cazzeggiativo. Con relativo Aperitivo ed un concerto in programma per la serata. Con il buon Mele abbiamo preso un po' di sole al Parco ed abbiamo poi assistito ad una rissa messa su da alcuni stranieri accompagnata da lancio di biciclette (di biciclette!?!?!?!?!) e di bottiglie di birra! La polizia parmigiana è intervenuta dopo mezz'ora (ed erano la, cazzo!, a 20 metri) e senza prendere provvedimento alcuno. Perchè... se io tiro due calci al pallone, lancio un friesbe o suono la chitarra mi devi rompere i coglioni. Se due pusher magrebini strafatti di coca si prendono a biciclettate (ci credete... a BICICLETTATE!!!!!) tu vieni col fare da Chips e non c'hai manco le palle per chiedere i documenti. Poi si lamentassero che la città sta cadendo nella mani di gente di merda!!! Ci credo: sapete rovinare le serata solo alle persone che vanno in giro per divertirsi. Bha... mistero delle amministrazioni comunali!

Comunque... sclero a parte, la settimana è andata di fuoco. Ora, atterrando graduelmente sul pianeta terra, si mettono da parte cappellini, fischietti e stelle filanti e si riprendono in mano i libri. Perchè mi aspettano due mesi difficili. Perchè la montagna ha chiamato Maometto e gli ha detto se si incontrano a metà strada che si è fermata al benzinaio a farsi controllare la pressione delle gomme. Perchè in questo paese o c'hai il macchinone o tanto ti fanno la multa appena sgarri. Perchè... perchè tanto nn sono molto bravo a trovare dei perchè.

Sarà perchè vi amo.
Un bacio,
ilpazzo!

Tuesday, May 01, 2007

PrimOmaggio. Alla noia

Stress: sintomi.

-Aridità mentale;
-incapacità di formulare una frase di senso compiuto;
-stanchezza cronica;
-noia fissa;
-poca inclinazione ai rapporti sociali;
-misoginia;

E' il primo Maggio. Io, naturalmente, sono a casa a studiare.

No party for me...

ilpazzo@scoglionamentoacuto

Thursday, April 19, 2007

Analisi D nn fa per me

E che presto possa venire a mancare chi, con ardore e passione, ingegna delle prove di esame da sciacallo da bocciature.

Macabramente,

ilpazzo

Saturday, April 14, 2007

Questione di ormoni

Quella degli ormoni è la normale conseguenza di un processo naturale che, nel suo stesso presentarsi, trascina a corredo tutta quella che è la teoria evolutiva.

A primavera s'ha da scopà... e nn lo dico io che so un minchia qlsiasi. Lo dice Darwin...

Ci stanno gli ormoni nell'aria? Ben venga il rincoglionimento e l'ingrifamento. Evviva la natura e tutte le signorine sminigonnate che ci fanno perdere la testa.

Anche all'uomo di Neanderthal gli veniva duro nella caverne quando arrivava la primavera. L'ormone gli entrava nelle narici, lo stordiva di santa ragione ed impazziva. Si ingrifafa ed andava dalla sua neanderthalina... e nn è che la invitava ad uscire o ad andare al cinema come ora. Non è che le fischiava o le guardava le sminigonnate cosce (anche perchè le neanderthaline dovevano essere ben pelose....). Semplicemente la prendeva, la impecorava e... fifi fifi!!

Ed eccoci qua. La catena evolutiva segue. L'uomo fatto fu per spargere seme. La donna fatta fu per trovare l'uomo che meglio garantisca la continuazione della specie.

Darwin dixit, ipse docet.

E nn un coglionello qualunque...


Benvenga la primavera,
benvenga l'ormone.

Sacrosantemente,
ilpazzo@ExplosionOrmonal!

Wednesday, April 11, 2007

Prove di Primavera

Ed eccomi ritornare nelle pagine del mio blog.
Mi piacerebbe farlo in grande stile e con grandi parole. Mi piacerebbe proporvi le mie sempre poco asettiche e tanto colorite visioni ed interpretazioni di ciò che mi sta intorno.
Ma questo nn è un gran periodo per la mia vena di scrittore. Per niente.

E' per questo che ho abbondonato l'internettiana scena e mi sono ritirato. Per incompetenza ed incapacità d'espressione.

In questo lungo periodo di assenza ho fatto cio' che una persona come me nn dovrebbe mai fare: fermarsi a riflettere piu' del dovuto. La vacanza in Spagna, palliativo agli stress da universitario insuccesso, mi ha dato modo di capire che, forse, c'è piu' spazio al di la dei confini nazionali che qui. Ed allora, spinto anche dall'ondata di mal celato rimprovero dei miei, eccomi pronto a prendere la penna/zappa in mano e darci dentro con libri e studio. Devo finire questa merda di università!

Risultati?! E' esattamente come essere inseguiti da un canelupo assetato di sangue ed avere le gambe impantanate nelle sabbie mobili. Ti sforzi, ti dimeni, cerchi di uscirne fuori. L'unico risultato è che continui ad andare giù. E vado giu'!

La vedo nera quando il cielo è sereno. E, quando sono veramente nella merda, il mio istinto salva-stress va in protezione e mi mette i sensi di responsabilità fuori posto. Vivo in sfasamento con la mia stessa vita. E che colpa c'ho io!?

Non sono ancora riuscito a metabolizzare la botta di insuccessi di febbraio. Ed eccomi a dover affrontare un'altra battaglia. In bocca il sapore della rivincita... ma nel culo...

E' forte ancora la paura di scivolare piu' giù, di arrivare al temutissimo stallo. Allora mi riempo di buoni propositi ed ottime motivazioni. Sono un genio alla ora di decidere i premi da regalarmi in caso di successo ed altrettanto bravo a riscuoterli. Ma sono una frana quando si parla di guadagnarmeli realmente.

A maggio, se tutto va bene si va a festeggiare il mio compleanno a Madrid. E st'Estate, progetto "5Esami" permettendo, spero di trovare un bel lavoretto a Javea (a sud di Valencia) e trascorrere tutto Agosto nella tanto amata Spagna.

Ma adesso è l'ora dei sacrifici. E' ora di prendere foglio e penna e darci veramente dentro.

Ma coi tempi che corrono,
e con la primavera che incalza...
vaglielo a spiegare alla mia testolina che deve rimanere concentrata sui libri.

Vediamo un po' che si riesce a fare.
Un bacio,
ilpazzo Vs. SeStesso

Thursday, March 22, 2007

Volver

Volver. Tornare.
Rimettere piede in quella terra che, per un anno e piu', è stata la mia casa ed il mio paese dei balocchi, specchio dei miei interessi e patria di adorabili pifferai magici. Un incanto.

Chiudere gli occhi, apripre i polmoni e respirare a pieno gusto area di casa. Otto giorni per (ri)scoprire come facile sia l'incastro con la Spagna, come la sua magnetica attrazione mi faccia
gravitare, tra sogni e speranze, intorno a Valencia.

Nel momento di trovare le parole...
nn ne riesco a tirare fuori neanche una.
Ma va bene così. D'altra parte so che a voi, miei adoratissimi e svogliati lettori, le foto nn dispiacciono per niente.






Ehhhhhh

Ojalà pudiera quedarme alli!
ilpazzo@masValenciàQueNunca

Tuesday, March 06, 2007

Il mio amico Luca

Ci sono, nella vita di tutti, persone o meglio personaggi di quelli speciali. Di quelli che vorresti tenere accanto per sempre. La vita ti dona la fortuna di conoscerli e di condividere con loro momenti belli e meno belli e di trovare in loro il tuo perfetto complemento. Poi, un giorno, decide che la tua strada deve separarsi dalla loro.

E così quello che ti rimane è una spalla lontana. Qualcuno che abita il tuo cuore e su cui puoi contare sempre e comunque. Con cui, pero', nn puoi condividere il tuo quotidiano, il tuo crescere. Questo post vuole essere, al contempo, un abbraccio virtuale ed amorevole al mio amico Lucozzo ed un canto ai commiati, alle tristi separazioni che bisogna affrontare.

E' iniziato un (insolitamente) caldo secondo semestre. Le aule piene di gente nuova e meno nuova. Accanto a me, come da sei anni a questa parte, la mitica Vip. Ma, in mezzo a questi banchi verdi tutti uguali, in questi grigi e cementosi corridoi di ingegneria, manca il sole di Luca. E nn mi venite a dire che l'aggettivo cementoso nn esiste. Nella mia mente è la parola perfetta per descrivere i corridoi della mia facoltà. Come spettacolaroso è l'aggettivo perfetto per descrivere il Patacca. Anche se nn esiste.

Luca. Il mio alterego responsabile. La forza di volontà e l'ambizione fatta cuore. E carne. E quando dico ambizione dico la tensione ad essere cio' che si è. Non cio' che si spererebbe di essere. Su questo punto vorrei spendere diecimila parole. Ma nn sono capace di scrivere quello che penso. Vorrei essere scrittore. Maledizione!

Seduto davanti ad un pc; una canna tra le dita. Chiudo gli occhi e cammino per le strade di Granada. I vicoletti, le scale. Le salite affaticate verso il quartiere gitano. Una theteria, un negozio di borse. Una piazza ed in mezzo un cantastorie, alle spalle la Alhambra. Uno spagnolo narrato con accento vagamente italiano, una faccia dipinta e dei bambini che ridono.

E' così che immagino, in questo andaluso escursus mentale, il pomeriggio del mio amico. Carissimo e fidato. 3000 km lontano da qui.

Il coraggio e la forza. La delicatezza ed i sorrisi. La dolcissima autorità da cui ti faresti prendere per mano. L'ago della bilancia e la padronanza delle proprie capacità. Un avventuriero con cognizione di sorta: lasciare Parma e l'Emilia per lanciarsi in una avventura con la fiducia in se stesso e la sicurezza dei girovaghi.

Adesso so veramente poco. Bramo notizie di cui ha paura di chiedere. Non essere accanto a te, passo dopo passo, mi infuria. Sono geloso di chi ti sta vicino godendo del tuo essere così... tu. Vorrei sedermi in un bar, ordinare cacauetes y cerveza, e mettermi ad ascoltare una storia. Chissà se sei ancora il grande cantastorie di cui si parla tanto a Granada.

Vorrei passeggiare con te e raccontare. Non so cosa e forse nn sarebbe importante. Vorrei ascoltare ogni tuo racconto con ammiratissima attenzione. Charlar; di quello che sia: donne, asnari, buffolari... Vorrei bermi una birrozza in pilotta in compagnia del buon Mele (fijo e Selen) e ridere delle piu' banali cazzate.

Ti voglio bene Lucozzo mio.
In una straripante ondata di sentimentalismo,
ti abbraccio. Con le due braccia e le tre gambe.

Perchè sapere che, in giro per il mondo, ci sono persone spettacolarose come te mi da la forza di vivere alla grande.

Sperando di poterti abbracciare presto,
ti saluto. con la lingua.
tuo, ZioGuido.

PS: sta per arrivare l'ottavo cucciolo! OctoZio!