L'orologio segna le 14:00. Le due pomeridiane, mentre la mia testa rotola ancora rintronata sul cuscino. Divagazioni mentali, sogni e frustrazioni prima di prendere coraggio e scaraventare questo già stanco corpo giù dal letto.
Apro le finestre quasi a flagellarmi. Sole come se fosse Luglio.
E' Luglio. Il caldo è spaventoso e beffardo. Infilo l'antibiotico in bocca e do un sorso d'acqua amara. La città è deserta e, per una volta, fastidiosamente silenziosa.
Stanco di questi Sabati al profumo di Domenica mi infilo curvo e torvo in cucina. Un aborto di colazione, mille imprecazioni e poi davanti a questo miserabile PC.
Cerco la forza di studiare ma la mia testa, da sempre ingrippata, viaggia fuori fase e sotto giri.
Dannazione dei disequilibrati. E per la notazione disequilibrato devo necessariamente ringraziare Chiara. Per quanto la sua scarsa propensione alla tecnologia la terrà sicuro molto lontana dal leggere queste righe, un ringraziamento è dovuto. Vuoi per la chiarezza con cui ha dipinto uno stato profondo del mio (ed ancor piu' del suo) io, vuoi per il sorriso che mi ha dipinto sul volto in un venerdì sera di via crucis parmigiane.
Il risceglio, tragico e drammatico, mi riporta coi piedi per terra. Il sorriso si è trasformato in una smorfia di insofferenza mal celata e la voglia di raccontare e ridere in un istinto di blindare su questo abbandonato blog paranoie classiche di una sabato senza mare. E senza piscina. E senza un cazzo di niente da poter fare.
Sono in bestia. Perchè, sebbene la ruota giri nel senso giusto, continua a rotolare verso mete di cui, sinceramente, non me ne sbatte un amato cazzo.
ilpazzo@ilsabato
Saturday, July 07, 2007
Saturday, June 23, 2007
Reset...
Sabato mattina. Di quelle calde ed afose mattinate che solo un finale di Giugno come quello di quest'anno mi poteva regalare. Maledico i primi raggi di sole che filtrano dalla finestra e quel subnormale del mio coinquilino napoletano (mannaggia a me e quando me lo sono preso a casa... pezzo di cane!) per avermi fatto perdere il sonno.
Sveglia alle 13:30... occhi gonfi e palle girate. Forse anche gonfie. Ma la misoginia che mi ha sorpreso quest'oggi mi lascia completamente indifferente davanti a questo particolare. Scivolo lento in cucina; tempo di sciacquarmi la faccia in una tazzina di caffè e sono davanti al pc a leggere le notizie di questo ennesimo Sabato al sapor cotonato di domenica. Politica, scioperi e contestazioni. La solita merda, niente che riesca a sorprendermi.
Apprendo che, chiunque, nel Salento è al mare. A me invece tocca aprire i libri ed iniziare quel difficoltoso processo chiamato "di avvicinamento all'esame". Pranzo pomeridiano ed ancora libri. Decido di spezzare il pomeriggio ed uscire a prendere una boccata d'aria, un caffè con Mele e Gerard e degli appunti dal buon Magnotta.
Constato che Parma è, a buona ragione, la città dalle donne piu' belle al mondo. Questo particolare riesce ad accrescere ancor di piu' il mio grado di misoginia ed a lasciare inalterato il mio profondo senso di odio e fastidio verso tutto e tutti. Mi trascino verso casa e non mi faccio risollevare il morale neanche dagli splendidi incontri sul ponte di mezzo: occhiali da sole, vento a spettinare i capelli. Bellezza di quelle impressionanti. Di fronte la più completa impasibilità, inespressività e mancanza di entusiasmo. La mia.
Giornata no. Da schiaffo morale.
Mi siedo davanti a questo pc sudante e caldo. Anche lui.
Decido di stendere giù queste due righe stonate di questo Giugno profumato.
Sperando che la serata decida di giocarsi un buon jolly,
vi saluto,
ilpazo@misoginia/misantropia
Sveglia alle 13:30... occhi gonfi e palle girate. Forse anche gonfie. Ma la misoginia che mi ha sorpreso quest'oggi mi lascia completamente indifferente davanti a questo particolare. Scivolo lento in cucina; tempo di sciacquarmi la faccia in una tazzina di caffè e sono davanti al pc a leggere le notizie di questo ennesimo Sabato al sapor cotonato di domenica. Politica, scioperi e contestazioni. La solita merda, niente che riesca a sorprendermi.
Apprendo che, chiunque, nel Salento è al mare. A me invece tocca aprire i libri ed iniziare quel difficoltoso processo chiamato "di avvicinamento all'esame". Pranzo pomeridiano ed ancora libri. Decido di spezzare il pomeriggio ed uscire a prendere una boccata d'aria, un caffè con Mele e Gerard e degli appunti dal buon Magnotta.
Constato che Parma è, a buona ragione, la città dalle donne piu' belle al mondo. Questo particolare riesce ad accrescere ancor di piu' il mio grado di misoginia ed a lasciare inalterato il mio profondo senso di odio e fastidio verso tutto e tutti. Mi trascino verso casa e non mi faccio risollevare il morale neanche dagli splendidi incontri sul ponte di mezzo: occhiali da sole, vento a spettinare i capelli. Bellezza di quelle impressionanti. Di fronte la più completa impasibilità, inespressività e mancanza di entusiasmo. La mia.
Giornata no. Da schiaffo morale.
Mi siedo davanti a questo pc sudante e caldo. Anche lui.
Decido di stendere giù queste due righe stonate di questo Giugno profumato.
Sperando che la serata decida di giocarsi un buon jolly,
vi saluto,
ilpazo@misoginia/misantropia
Sunday, June 17, 2007
A/R andata e ritorno
9/6/2007
Verso Lecce
Fuori dal finestrino di questo treno in corsa il panorama dice solo ulivi e lecci, viti e purbacchia. Il sole di questo quasi scontatamente perfetto tramonto mi taglia gli occhi; mi tocca socchiudere le palpebre per vedere la terra rossa ed il susseguirsi di muretti a secco. Nè un monte nè un colle.... quella pianeggiante distesa infinità detta Salento. Ulivi, viti e muretti a secco; in questa terra rossa come il vino, come il sangue e come la passione.
La puglia, lingua stesa arsa al mare, smette di essere puglia e si profuma di salento. Manca mezz'ora alla fine di questo viaggio infinito che mi restituisce alla mia terra e restituisce, ancora una volta, lei a me. Le mie profonde radici, tubero di un legame che mi si rivela sempre piu' indissolubile.
Natura agreste e genuini sapori visivi. Dal finestrino il panorama scorre sempre meravigliosamente uguale a se stesso. Mi riscopro affascinato ed incapace. L'incapacità di descrivere con semplici parole quello che da sempre è il mio, la mia culla, la mia itaca.
La voce gracchia: "Tra pochi minuti saremo in arrivo nella stazione di Lecce". Impeccabile, non un minuto di ritardo. Mi sento teso e nervoso. Sono rigido ed impaurito... quasi fosse un appuntamento il mio.
Annuso l'aria a fantastico un po': salsedine e mucillagine, profumi e sapori forse d'Africa. Il sole ormai al di là dell'orizzonte allunga solo i suoi deboli raggi. Cerco, ancora una volta invano, le parole giuste per descrivere l'emozione, l'ennesima, del ritorno in questa terra. Rabbia e frustrazione. Vorrei essere scrittore... ma nn è il mio. No, non lo è!
Accartoccio il foglio mentre lo stomaco mi ribolle di ira. Non posso scrivere cio' che non sono capace di esprimere a parole. Ma alzato lo sguardo scopro che il treno ha lentamente fatto il suo ingresso nella zona della stazione: rivedo la fabbrica di legnami di Arsieni, i campetti dell'Idria, li scalini dove passavo i miei pomeriggi. Il ponte di monteroni, la mia scuola media "ex Clinica De Frankis". E poi le poste centrali, il dopolavoro ferroviario. Infine la stazione con don Panta ed i suoi capelli spettinatissimi ad aspettarmi.
Riprendo il foglio con queste parole scirtte forse senza nessuna logica e senso. Forse, chi non è mai stato nel Salento, troverà illogico questo attaccamento morboso alla propria terra d'origine. Ma ogni cosa ha un suo perchè... ed il perchè di questo amore smisurato è da trovare qui, in questo meraviglioso angolo di paradiso profumato d'inferno.
Metto il foglio in tasca e guardo don Panta fisso mentre si riempe di orgoglio per il suo striu diventato uomo. Come ogni volta che ci riabbracciamo ha gli occhi lucidi. Non riesce a nasconderlo e probabilmente non lo vuole neanche. Lo bacio sulla fronte e ci stringiamo forte l'un l'altro mentre andiamo verso la macchina.
Per una settimana sarà casa e coccole,
nipotini ed amici. Sagre e mare.
Per una settimana sarà Salento.
ilpazzo@paradise
Verso Lecce
Fuori dal finestrino di questo treno in corsa il panorama dice solo ulivi e lecci, viti e purbacchia. Il sole di questo quasi scontatamente perfetto tramonto mi taglia gli occhi; mi tocca socchiudere le palpebre per vedere la terra rossa ed il susseguirsi di muretti a secco. Nè un monte nè un colle.... quella pianeggiante distesa infinità detta Salento. Ulivi, viti e muretti a secco; in questa terra rossa come il vino, come il sangue e come la passione.
La puglia, lingua stesa arsa al mare, smette di essere puglia e si profuma di salento. Manca mezz'ora alla fine di questo viaggio infinito che mi restituisce alla mia terra e restituisce, ancora una volta, lei a me. Le mie profonde radici, tubero di un legame che mi si rivela sempre piu' indissolubile.
Natura agreste e genuini sapori visivi. Dal finestrino il panorama scorre sempre meravigliosamente uguale a se stesso. Mi riscopro affascinato ed incapace. L'incapacità di descrivere con semplici parole quello che da sempre è il mio, la mia culla, la mia itaca.
La voce gracchia: "Tra pochi minuti saremo in arrivo nella stazione di Lecce". Impeccabile, non un minuto di ritardo. Mi sento teso e nervoso. Sono rigido ed impaurito... quasi fosse un appuntamento il mio.
Annuso l'aria a fantastico un po': salsedine e mucillagine, profumi e sapori forse d'Africa. Il sole ormai al di là dell'orizzonte allunga solo i suoi deboli raggi. Cerco, ancora una volta invano, le parole giuste per descrivere l'emozione, l'ennesima, del ritorno in questa terra. Rabbia e frustrazione. Vorrei essere scrittore... ma nn è il mio. No, non lo è!
Accartoccio il foglio mentre lo stomaco mi ribolle di ira. Non posso scrivere cio' che non sono capace di esprimere a parole. Ma alzato lo sguardo scopro che il treno ha lentamente fatto il suo ingresso nella zona della stazione: rivedo la fabbrica di legnami di Arsieni, i campetti dell'Idria, li scalini dove passavo i miei pomeriggi. Il ponte di monteroni, la mia scuola media "ex Clinica De Frankis". E poi le poste centrali, il dopolavoro ferroviario. Infine la stazione con don Panta ed i suoi capelli spettinatissimi ad aspettarmi.
Riprendo il foglio con queste parole scirtte forse senza nessuna logica e senso. Forse, chi non è mai stato nel Salento, troverà illogico questo attaccamento morboso alla propria terra d'origine. Ma ogni cosa ha un suo perchè... ed il perchè di questo amore smisurato è da trovare qui, in questo meraviglioso angolo di paradiso profumato d'inferno.
Metto il foglio in tasca e guardo don Panta fisso mentre si riempe di orgoglio per il suo striu diventato uomo. Come ogni volta che ci riabbracciamo ha gli occhi lucidi. Non riesce a nasconderlo e probabilmente non lo vuole neanche. Lo bacio sulla fronte e ci stringiamo forte l'un l'altro mentre andiamo verso la macchina.
Per una settimana sarà casa e coccole,
nipotini ed amici. Sagre e mare.
Per una settimana sarà Salento.
ilpazzo@paradise
Wednesday, June 06, 2007
A volte ritornano: il giallo dell'insonnia
Insonnia. Eppure non si direbbe che le mie giornate siano proprio leggerine. Torno a casa sfatto, dopo aver affrontato ostacoli ed aver effettuato mille peripezie, eppure.. . eppure il sonno proprio non ne vuole sapere di venire. Orfeo se n'è andato in vacanza. Se ne andasse affanculo!
Ore 1 AM. La notte si prevede giovane. Ho deciso di rendermi produttivo da un po' di giorni a questa parte; basta perdere tempo guardando il soffitto o cazzeggiando su internet. Oggi mi sono intrippato il cervello con uno script in matlab che potrebbe ritornare utile per un esame. E, parallelamente, ho iniziato a scrivere. Si, a scrivere.
A scrivere!? Siiiiiiii
A scrivere.
Ho deciso che, prima o poi, dovevo pur iniziare; provare a mettere giù qualcosa. Per riuscire a vedere se son capace, se non a scrivere qualcosa di apprezzabile, se non altro a mantenere una coerenza narrativa che (purtroppo) non sono mai riuscito a trovare. Sarà perché io, una persona coerente, non la sono mai stata....
Soddisfazioni. Non per il racconto ma per la routine matlab... ma son sempre soddisfazioni.
Comunque...
soddisfazioni rimangono!
Ora ritorno a cimentarmi con la favoletta... dovrebbe essere un racconto ma sembra scritta da un appassionato di Fedro! Bha... chi vivrà vedrà!
buonanotte d'insonnia a tutti,
ilpazzo@sabatosonoaLecce
function [ ] = fitting(x,y)
%la x è il vettore delle ordinate misurate (riga)
%la y è il vettore delle ascisse misurate (riga)
%la S grande davanti ad una varaiabile ne indica la somma
n=length (x);
uni=ones(n,1); %crea un vettore colonna di n elementi
Sx2=x*x'; %somma degli xi^2
Sxy=x*y'; %somma di xi*yi
Sy=y*uni; %somma degli yi
Sx=x*uni; %somma delgi yi
delta=n*Sx2 - (Sx)^2; %delta (vedi formula)
a=(Sx2*Sy - (Sx*Sxy))/delta;
b=(n*Sxy-Sx*Sy)/delta;
scarto=y-(b*x+a); %calcola lo scarto tra i valori e l'approssimazione
Sscarto2=scarto*scarto'; %e ne fa la somma dei quadrati
dy2=(1/(n-2))*(Sscarto2);
da=sqrt((dy2/delta)*Sx2);
db=sqrt(n*dy2/delta);
yfit=b*x+a;
disp 'Con i punti presi a disposizione si sono trovati i seguenti valori: \n'
n
a
da
b
db
plot (x,y,x, yfit,'r');
%giusto per dar pace all'insonnia... coefficiente di correlazione
xbarra=Sx/n; %media delle x
ybarra=Sy/n; %media delle y
x_xbarra=x-xbarra; %vettore xi-xbarra
y_ybarra=y-ybarra; %vettore yi-ybarra
Sx_xbarra2=x_xbarra*x_xbarra'; %somma degli (xi-xbarra)^2
Sy_ybarra2=y_ybarra*y_ybarra'; %somma degli (yi-ybarra)^2
numeratore=x_xbarra*y_ybarra'; %somma degli (xi-xbarra)*(yi-ybarra)
correlazione=numeratore/sqrt(Sx_xbarra2*Sy_ybarra2)
Ore 1 AM. La notte si prevede giovane. Ho deciso di rendermi produttivo da un po' di giorni a questa parte; basta perdere tempo guardando il soffitto o cazzeggiando su internet. Oggi mi sono intrippato il cervello con uno script in matlab che potrebbe ritornare utile per un esame. E, parallelamente, ho iniziato a scrivere. Si, a scrivere.
A scrivere!? Siiiiiiii
A scrivere.
Ho deciso che, prima o poi, dovevo pur iniziare; provare a mettere giù qualcosa. Per riuscire a vedere se son capace, se non a scrivere qualcosa di apprezzabile, se non altro a mantenere una coerenza narrativa che (purtroppo) non sono mai riuscito a trovare. Sarà perché io, una persona coerente, non la sono mai stata....
Soddisfazioni. Non per il racconto ma per la routine matlab... ma son sempre soddisfazioni.
Comunque...
soddisfazioni rimangono!
Ora ritorno a cimentarmi con la favoletta... dovrebbe essere un racconto ma sembra scritta da un appassionato di Fedro! Bha... chi vivrà vedrà!
buonanotte d'insonnia a tutti,
ilpazzo@sabatosonoaLecce
function [ ] = fitting(x,y)
%la x è il vettore delle ordinate misurate (riga)
%la y è il vettore delle ascisse misurate (riga)
%la S grande davanti ad una varaiabile ne indica la somma
n=length (x);
uni=ones(n,1); %crea un vettore colonna di n elementi
Sx2=x*x'; %somma degli xi^2
Sxy=x*y'; %somma di xi*yi
Sy=y*uni; %somma degli yi
Sx=x*uni; %somma delgi yi
delta=n*Sx2 - (Sx)^2; %delta (vedi formula)
a=(Sx2*Sy - (Sx*Sxy))/delta;
b=(n*Sxy-Sx*Sy)/delta;
scarto=y-(b*x+a); %calcola lo scarto tra i valori e l'approssimazione
Sscarto2=scarto*scarto'; %e ne fa la somma dei quadrati
dy2=(1/(n-2))*(Sscarto2);
da=sqrt((dy2/delta)*Sx2);
db=sqrt(n*dy2/delta);
yfit=b*x+a;
disp 'Con i punti presi a disposizione si sono trovati i seguenti valori: \n'
n
a
da
b
db
plot (x,y,x, yfit,'r');
%giusto per dar pace all'insonnia... coefficiente di correlazione
xbarra=Sx/n; %media delle x
ybarra=Sy/n; %media delle y
x_xbarra=x-xbarra; %vettore xi-xbarra
y_ybarra=y-ybarra; %vettore yi-ybarra
Sx_xbarra2=x_xbarra*x_xbarra'; %somma degli (xi-xbarra)^2
Sy_ybarra2=y_ybarra*y_ybarra'; %somma degli (yi-ybarra)^2
numeratore=x_xbarra*y_ybarra'; %somma degli (xi-xbarra)*(yi-ybarra)
correlazione=numeratore/sqrt(Sx_xbarra2*Sy_ybarra2)
Thursday, May 31, 2007
Metereopatia batte ilpazzo 2-0
Cambia il tempo. E cala la mia voglia di fare. Si avvicina l'esame ma quest'aria di pioggia mi catapulta mille kilometri lontano da questa stanza, da questi libri. Ennesima giornata sottotono. Leggo formule che scivolano via troppo velocemente per afferrarle.
Dovrei essere preoccupato ma forse mi manca anche la voglia di farmi paranoie. Oggi la sveglia puntata alle 9 sembrava quasi mi prendesse in giro. Metto i piedi giù dal letto che ormai è quasi l'una. Occhi gonfi dal troppo sonno e nevrastenia a palla. Ancora nn ho aperto la finestra che già so che giornata di merda si nasconde dietro le mie tende.
Pioggia e nuvole.
Ed intanto sogno il Salento, casuccia mia. Vorrei abbracciare donna Terry, dirle quanto mi manca, quanto mi manca Panta e tutta la combriccola Greco. Sogno megapranzi familiari e giornate steso in riva al mare. Sogno ganja e mieru.
Ieri sera mi ha chiamato Lurdovico mio. E' stato bello sentirlo sereno e rilassato. In sottofondo la voce della Stormaflex e di kekkuzzo mio. Chiacchericcio da centro sotrico e caffè letterario.
Riprovo a mettere la testa sui libri. Coniati di vomito per me. Msn squilla e trilla. Mi violento e nn rispondo. La musica a cullare il mio esagerato lamento. Avrei bisogno di una vacanza. Ora!
Opto per il secondo caffè e la doccia fredda. Quasi volessi congelare questa "maleciana" che mi si è piantata addosso. Colpo di reni mentali ed abbandono la lignea postazione. Spalanco la finestra e mi sciacquo il cervello con aria fresca. Sono pronto. Sono pronto!? No. Non sono pronto; ma è in momenti come questi che bisogna spremere i coglioni e fruirne il succo.
Vi abbandono.
Ilpazzo@maledettametereopatiadimerda
Dovrei essere preoccupato ma forse mi manca anche la voglia di farmi paranoie. Oggi la sveglia puntata alle 9 sembrava quasi mi prendesse in giro. Metto i piedi giù dal letto che ormai è quasi l'una. Occhi gonfi dal troppo sonno e nevrastenia a palla. Ancora nn ho aperto la finestra che già so che giornata di merda si nasconde dietro le mie tende.
Pioggia e nuvole.
Ed intanto sogno il Salento, casuccia mia. Vorrei abbracciare donna Terry, dirle quanto mi manca, quanto mi manca Panta e tutta la combriccola Greco. Sogno megapranzi familiari e giornate steso in riva al mare. Sogno ganja e mieru.
Ieri sera mi ha chiamato Lurdovico mio. E' stato bello sentirlo sereno e rilassato. In sottofondo la voce della Stormaflex e di kekkuzzo mio. Chiacchericcio da centro sotrico e caffè letterario.
Riprovo a mettere la testa sui libri. Coniati di vomito per me. Msn squilla e trilla. Mi violento e nn rispondo. La musica a cullare il mio esagerato lamento. Avrei bisogno di una vacanza. Ora!
Opto per il secondo caffè e la doccia fredda. Quasi volessi congelare questa "maleciana" che mi si è piantata addosso. Colpo di reni mentali ed abbandono la lignea postazione. Spalanco la finestra e mi sciacquo il cervello con aria fresca. Sono pronto. Sono pronto!? No. Non sono pronto; ma è in momenti come questi che bisogna spremere i coglioni e fruirne il succo.
Vi abbandono.
Ilpazzo@maledettametereopatiadimerda
Saturday, May 26, 2007
Necessitando deframmentazioni
Sabato sera. Giovani ore di una notte che, nella routine dell'esagerazione etilica, mi catapulterà direttamente fino alle prime ore di domani. Nel silenzio della mia stanza sprofondo sulla sedia. Bestemmio e sprofondo sulla sedia. Il caro programma di simulazione sputacchia fuori errori sempre nuovi e dalle descrizione sempre piu' criptiche. Dannazione dei mille progetti che avrei già dovuto consegnare e che ho lasciato accavallare con personalissimo ritardo.
Mi convinco di essere un testa di cazzo. E me ne compiaccio. Accendo la radio; raggae per me. L'aria profuma ancora di pioggia. Il fresco delle due gocce cadute ha lasciato già il posto al solito caldo di sempre... ora forse un po' piu' umido.
Odio viscerale verso il mio adorato pc. Io e lui. Luci spente e cellulare placidamente silenzioso. Odio anche lui... e la sua fottutissima suoneria che non vuole manifestarsi e rompere le note così stranamente tristi e jamaicane. Non mi caga nessuno. Dovrei esserne felicissimo; inchiodare il mio culo alla sedia e finire questo demonio di progetto. Ma il raggae il demonio me lo sta mettendo dentro. Voglia di spiagge e salento, de strie e mieru. Voglia. Semplicemente. Perchè la voglia nn sempre ha un target. Purtroppo. E questa voglia, pregna di insoddisfazione ed ormoni, di misantropia e senso di solitudine, è la peggiore che ti possa cadere addosso.
Sabato sera. Pc bollente ed impallato. Occhi gonfi e postura da ingegnere sfigato. Incazzatura cosmica. E compiacimento stratosferico. In fondo questa è, o no, la tomba dei sensi di colpa!? Che volete di piu' da me? la crocefissione non è il mio.
Col fare tipico da 15enne riapro per la centesima volta lo sportellino del cellulare. Magari mi ha chiamato qualcuno e nn me ne sono accorto. Non sapessi per certo che nn è così, direi che sto aspettando una chiamata che non vuole arrivare. Forse semplicemente ne aspetto tante. Ma non arriveranno... nn finchè continuero' ad aspettarle. Murphy insegna.
Sabato sera. Affetto dalla sindrome dell'adorabile figlio di puttana insoddisfatto. Incapace di avere cio' che cerco veramente, mi limito a cercare cose che avro' per poco. E sogno con quelle. Mi rendo conto che alcuni pensieri mi pongono nervoso da solo. Dovrei pensare meno. Rettifico: dovrei pensare di piu' prima di fare le cose. Il farlo dopo perde il senso ed aumenta solo l'incazzatura.
Aspetto davanti a msn la risposta del mio salvatore: Saruccia illuminami tu! Dimmi come diamine far girare sto maledettissimo sistema CDMA.
Delirio. Voglia di scivolare sotto la doccia.
Sara tarda a rispondere.
Sara nn risponde.
Sara.
Sarà che ormai sono al fondo.
Delirio. Voglia di una doccia. Alzo il volume al massimo.
Il cellulare nn suona. Il citofono, purtroppo, nn ha suonato e non suonerà.
Stacco. Alla fine è Sabato anche per chi vuole vincere i sensi di colpa a tutti i costi.
Alla prossima.
ilpazzo@odio.
Anche di Sabato.
Mi convinco di essere un testa di cazzo. E me ne compiaccio. Accendo la radio; raggae per me. L'aria profuma ancora di pioggia. Il fresco delle due gocce cadute ha lasciato già il posto al solito caldo di sempre... ora forse un po' piu' umido.
Odio viscerale verso il mio adorato pc. Io e lui. Luci spente e cellulare placidamente silenzioso. Odio anche lui... e la sua fottutissima suoneria che non vuole manifestarsi e rompere le note così stranamente tristi e jamaicane. Non mi caga nessuno. Dovrei esserne felicissimo; inchiodare il mio culo alla sedia e finire questo demonio di progetto. Ma il raggae il demonio me lo sta mettendo dentro. Voglia di spiagge e salento, de strie e mieru. Voglia. Semplicemente. Perchè la voglia nn sempre ha un target. Purtroppo. E questa voglia, pregna di insoddisfazione ed ormoni, di misantropia e senso di solitudine, è la peggiore che ti possa cadere addosso.
Sabato sera. Pc bollente ed impallato. Occhi gonfi e postura da ingegnere sfigato. Incazzatura cosmica. E compiacimento stratosferico. In fondo questa è, o no, la tomba dei sensi di colpa!? Che volete di piu' da me? la crocefissione non è il mio.
Col fare tipico da 15enne riapro per la centesima volta lo sportellino del cellulare. Magari mi ha chiamato qualcuno e nn me ne sono accorto. Non sapessi per certo che nn è così, direi che sto aspettando una chiamata che non vuole arrivare. Forse semplicemente ne aspetto tante. Ma non arriveranno... nn finchè continuero' ad aspettarle. Murphy insegna.
Sabato sera. Affetto dalla sindrome dell'adorabile figlio di puttana insoddisfatto. Incapace di avere cio' che cerco veramente, mi limito a cercare cose che avro' per poco. E sogno con quelle. Mi rendo conto che alcuni pensieri mi pongono nervoso da solo. Dovrei pensare meno. Rettifico: dovrei pensare di piu' prima di fare le cose. Il farlo dopo perde il senso ed aumenta solo l'incazzatura.
Aspetto davanti a msn la risposta del mio salvatore: Saruccia illuminami tu! Dimmi come diamine far girare sto maledettissimo sistema CDMA.
Delirio. Voglia di scivolare sotto la doccia.
Sara tarda a rispondere.
Sara nn risponde.
Sara.
Sarà che ormai sono al fondo.
Delirio. Voglia di una doccia. Alzo il volume al massimo.
Il cellulare nn suona. Il citofono, purtroppo, nn ha suonato e non suonerà.
Stacco. Alla fine è Sabato anche per chi vuole vincere i sensi di colpa a tutti i costi.
Alla prossima.
ilpazzo@odio.
Anche di Sabato.
Saturday, May 19, 2007
Chiuso fuori dal mio blog
Tagliato fuori. Totalmente escluso dal mio blog. Un cambio di prassi e di organizzazione; una cattiva informazione... ed eccomi sparito dalla scena per quasi un mese. Alla base una formalità di blogger.com che ha deciso che per loggarsi nn era piu' sufficiente il nome e la password ma ci fosse bisogno di un indirizzo mail o qualcosa del genere... morale della favola: mi hanno affidato una password che non conoscevo e che nn sapevo dove trovare.
Ma alla fine ne sono saltato fuori. Ed ho un mare di cose da raccontarvi. Da cosa iniziare!?
Direi da Madrid. Direi, meravigliosamente e abboccapertamente (licenza poetica regolarmente depositata all'ufficio scrittori italiani), Madrid! Cinque (mai così) velocissimi giorni nella capitale Spagnola. Abbastanza per farmi innamorare perdutamente di questa città.

In compagnia di Paz sono riuscito, in un lasso brevissimo di tempo, a sentirmi totalemente padrone dei vicoli e dei borghi, delle piazze e dei cortili, a sentirmi madrilenyo al 100%.

E poi... il ritorno a Parma. Le elezioni universitarie.
Elezioni. E che elezioni!! Con Roberto Mele (fijo e Selen) sempre piu' politico e meno essere umano, che spadroneggia e diventa senatore universitario! un eroe, il primo ad incarnare 17 ideologie politiche che vanno dal fanatismo di stampo marxista alla xénofòbia filo-nazista, bagnata da un background educativo partorito da Don Giussani e rettificato da Bossi. Il demagogo dell'udu, il primo politico nato per fare il mafioso e finito per fare il PR. Il giusto compromesso tra l'immoralità ed il senso della giustizia. (robè... sto scherzando... nn ti incazzare!)
Io da parte mia, fuggito in terra iberica in piena campagna elettorale, non sono riuscito nell'impresa di entrare in consiglio di facoltà; per me solo la carica di consigliere di corso di laurea e di uomo piu' odiato e mal visto del corso di ingegneria dell'informazione. Perchè essere un ingegnere atipico ha i suoi pro ed i suoi contro. I pro sono, naturalmente, tanti; e basta passare una giornata nella mia facolà per rendersene conto. Pero' lo scotto da pagare è, non tanto una bassa popolarità, quanto un senso di non appartenenza e di relativo odio viscerale. In pratica: mi conoscono tutti e sto sul cazzo a molti. Ma va bene così. Alla fine nn si puo' volere la moglie piena e la botte ubriaca (o viceversa).
Ieri sera, Venerdì, ho festeggiato il mio compleanno (che è stato il 10). Un botellon al vecchio stile con un po' di gente piovuta da tutte le parti (a tal proposito ringrazio il buon Paolino venuto da Varese ed il Marinosky da Piacenza). Vaghi ricordi e notte finita nel delirio etilico (PS: grande Caputo!).

E che piu'?! Niente. Oggi Sabato cazzeggiativo. Con relativo Aperitivo ed un concerto in programma per la serata. Con il buon Mele abbiamo preso un po' di sole al Parco ed abbiamo poi assistito ad una rissa messa su da alcuni stranieri accompagnata da lancio di biciclette (di biciclette!?!?!?!?!) e di bottiglie di birra! La polizia parmigiana è intervenuta dopo mezz'ora (ed erano la, cazzo!, a 20 metri) e senza prendere provvedimento alcuno. Perchè... se io tiro due calci al pallone, lancio un friesbe o suono la chitarra mi devi rompere i coglioni. Se due pusher magrebini strafatti di coca si prendono a biciclettate (ci credete... a BICICLETTATE!!!!!) tu vieni col fare da Chips e non c'hai manco le palle per chiedere i documenti. Poi si lamentassero che la città sta cadendo nella mani di gente di merda!!! Ci credo: sapete rovinare le serata solo alle persone che vanno in giro per divertirsi. Bha... mistero delle amministrazioni comunali!
Comunque... sclero a parte, la settimana è andata di fuoco. Ora, atterrando graduelmente sul pianeta terra, si mettono da parte cappellini, fischietti e stelle filanti e si riprendono in mano i libri. Perchè mi aspettano due mesi difficili. Perchè la montagna ha chiamato Maometto e gli ha detto se si incontrano a metà strada che si è fermata al benzinaio a farsi controllare la pressione delle gomme. Perchè in questo paese o c'hai il macchinone o tanto ti fanno la multa appena sgarri. Perchè... perchè tanto nn sono molto bravo a trovare dei perchè.
Sarà perchè vi amo.
Un bacio,
ilpazzo!
Ma alla fine ne sono saltato fuori. Ed ho un mare di cose da raccontarvi. Da cosa iniziare!?
Direi da Madrid. Direi, meravigliosamente e abboccapertamente (licenza poetica regolarmente depositata all'ufficio scrittori italiani), Madrid! Cinque (mai così) velocissimi giorni nella capitale Spagnola. Abbastanza per farmi innamorare perdutamente di questa città.

In compagnia di Paz sono riuscito, in un lasso brevissimo di tempo, a sentirmi totalemente padrone dei vicoli e dei borghi, delle piazze e dei cortili, a sentirmi madrilenyo al 100%.

E poi... il ritorno a Parma. Le elezioni universitarie.
Elezioni. E che elezioni!! Con Roberto Mele (fijo e Selen) sempre piu' politico e meno essere umano, che spadroneggia e diventa senatore universitario! un eroe, il primo ad incarnare 17 ideologie politiche che vanno dal fanatismo di stampo marxista alla xénofòbia filo-nazista, bagnata da un background educativo partorito da Don Giussani e rettificato da Bossi. Il demagogo dell'udu, il primo politico nato per fare il mafioso e finito per fare il PR. Il giusto compromesso tra l'immoralità ed il senso della giustizia. (robè... sto scherzando... nn ti incazzare!)
Io da parte mia, fuggito in terra iberica in piena campagna elettorale, non sono riuscito nell'impresa di entrare in consiglio di facoltà; per me solo la carica di consigliere di corso di laurea e di uomo piu' odiato e mal visto del corso di ingegneria dell'informazione. Perchè essere un ingegnere atipico ha i suoi pro ed i suoi contro. I pro sono, naturalmente, tanti; e basta passare una giornata nella mia facolà per rendersene conto. Pero' lo scotto da pagare è, non tanto una bassa popolarità, quanto un senso di non appartenenza e di relativo odio viscerale. In pratica: mi conoscono tutti e sto sul cazzo a molti. Ma va bene così. Alla fine nn si puo' volere la moglie piena e la botte ubriaca (o viceversa).
Ieri sera, Venerdì, ho festeggiato il mio compleanno (che è stato il 10). Un botellon al vecchio stile con un po' di gente piovuta da tutte le parti (a tal proposito ringrazio il buon Paolino venuto da Varese ed il Marinosky da Piacenza). Vaghi ricordi e notte finita nel delirio etilico (PS: grande Caputo!).
E che piu'?! Niente. Oggi Sabato cazzeggiativo. Con relativo Aperitivo ed un concerto in programma per la serata. Con il buon Mele abbiamo preso un po' di sole al Parco ed abbiamo poi assistito ad una rissa messa su da alcuni stranieri accompagnata da lancio di biciclette (di biciclette!?!?!?!?!) e di bottiglie di birra! La polizia parmigiana è intervenuta dopo mezz'ora (ed erano la, cazzo!, a 20 metri) e senza prendere provvedimento alcuno. Perchè... se io tiro due calci al pallone, lancio un friesbe o suono la chitarra mi devi rompere i coglioni. Se due pusher magrebini strafatti di coca si prendono a biciclettate (ci credete... a BICICLETTATE!!!!!) tu vieni col fare da Chips e non c'hai manco le palle per chiedere i documenti. Poi si lamentassero che la città sta cadendo nella mani di gente di merda!!! Ci credo: sapete rovinare le serata solo alle persone che vanno in giro per divertirsi. Bha... mistero delle amministrazioni comunali!
Comunque... sclero a parte, la settimana è andata di fuoco. Ora, atterrando graduelmente sul pianeta terra, si mettono da parte cappellini, fischietti e stelle filanti e si riprendono in mano i libri. Perchè mi aspettano due mesi difficili. Perchè la montagna ha chiamato Maometto e gli ha detto se si incontrano a metà strada che si è fermata al benzinaio a farsi controllare la pressione delle gomme. Perchè in questo paese o c'hai il macchinone o tanto ti fanno la multa appena sgarri. Perchè... perchè tanto nn sono molto bravo a trovare dei perchè.
Sarà perchè vi amo.
Un bacio,
ilpazzo!
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