Incredibilmente io. Si, proprio io, scettico e a tratti agnostico che mi ritrovo a credere agli oroscopi, a strutturare le coincidenze, a guardarae oltre la casualità. Il fato... meravigliosamente e maledettamente ilfato.
Giornate strane queste; giornate fatte di 40 gradi all'ombra e pensieri soffocanti piu' del caldo. Giorni di confusione ed odio, passioni mal celate e rifiuti celati benissimo. Periodi di merda; di quella merda che ti tiri addosso contemplandone la puzza.
Periodi in cui per tutto il giorno ti risuona un motivetto che fa: "Ci cu le mani soi l'ecchi se caccia tocca cu se la pighia cu pacienza". Penso a mia madre, alla sua infinita saggezza, mentre con voce intonata ed un sorriso abbozzato ma grande come il cielo mi canta questa canzoncina. Chi con le sue mani si cava gli occhi non puo' che prendersela con pazienza.
Quanto aveva ragione la mia mammina. Mi cavo gli occhi e guardo la pazienza a tu per tu! Ma te... pazienza... te ed io.... che cazzo c'abbiamo da spartire!?!
Allora apro il giornale e leggo l'oroscopo; per la seconda volta in due giorni. Sarà la quarta volta in tutta la mia vita. Ma è un periodo strano questo... un periodo in cui tutto trova una sua fottutissima logica, una posizione. In una consecutio tempore fatta di valanghe di sensazioni leggo:
Toro (20 aprile - 20 maggio)
Voglio fare un brindisi ai miei insegnanti delle superiori. Forse non li stimavo molto quando eravamo costretti a passare insieme sette ore al giorno per 180 giorni all'anno: passavo da momenti di grande noia ad altri di grande fastidio mentre loro si ostinavano a insegnarmi le cose. Oggi, invece, scoppio di gratitudine: sono molto contento della mia padronanza della lingua inglese, di saper usare quella poca matematica che richiede la mia professione e di avere un'immagine chiara della geografia del pianeta. Quei maestri mi hanno istruito bene e non posso che ammirare i loro instancabili sforzi. Segui il mio esempio, Toro. Prova un'ondata di gratitudine per tutti quelli che in passato ti hanno aiutato e ti hanno insegnato qualcosa (anche involontariamente) e che tu non hai mai apprezzato a sufficienza.
Mi risuona il motivetto: ci cu le manu soi l'ecchi se caccia tocca cu se la pigghia cu pacienza.
Ma te... pazienza... te ed io.... che cazzo c'abbiamo da spartire!?!
ilpazzo@fato!?
Saturday, July 21, 2007
Wednesday, July 18, 2007
La I. Responsabilità
Irresponsabile. Presuntuosamente superficiale e strafottente. Poche ore all'esame ed eccomi qui davanti al pc con la testa persa tra mille congetture e seghe mentali.
Il sorriso che mi accompagnava prima di andare a letto è ancora stampato su questa mia fallica faccia. Apro svogliatamente gli appunti; pervaso da un malcelato ed ingiustificato senso di superiorità sogno di farla franca. Anche stavolta. Sedermi sul banco, leggere la traccia e spremere da questo cervelletto un 18. Ma anche un 17, un calcioinculo ed un biglietto per il mio adorato Salento.
Le 12:00 AM. Colazione e pranzo non trovano una loro dimensione definita. Sapore di marmellata e sugo, birrozza e caffelatte. Svogliatezza a livelli esagerati; mi rimetterei nel letto pur di non dover affrontare la traversata in autobus verso il campus. E poi l'esame, gli ingegneri.... il ritorno con la coda tra le gambe ed il lavoro questa sera.
Forse meglio essere positivi ed ottimisti.
D'altra parte oggi è un bel giorno. La ruota gira finalmente verso dove volevo girasse. Il problema è che nn sono piu' io a farne l'andatura.
ilpazzo@testatralenuvole
Il sorriso che mi accompagnava prima di andare a letto è ancora stampato su questa mia fallica faccia. Apro svogliatamente gli appunti; pervaso da un malcelato ed ingiustificato senso di superiorità sogno di farla franca. Anche stavolta. Sedermi sul banco, leggere la traccia e spremere da questo cervelletto un 18. Ma anche un 17, un calcioinculo ed un biglietto per il mio adorato Salento.
Le 12:00 AM. Colazione e pranzo non trovano una loro dimensione definita. Sapore di marmellata e sugo, birrozza e caffelatte. Svogliatezza a livelli esagerati; mi rimetterei nel letto pur di non dover affrontare la traversata in autobus verso il campus. E poi l'esame, gli ingegneri.... il ritorno con la coda tra le gambe ed il lavoro questa sera.
Forse meglio essere positivi ed ottimisti.
D'altra parte oggi è un bel giorno. La ruota gira finalmente verso dove volevo girasse. Il problema è che nn sono piu' io a farne l'andatura.
ilpazzo@testatralenuvole
Thursday, July 12, 2007
Maledettamente cosinusoidi
Ritorno indietro nel tempo. Luglio 2006. Un anno fa.
Spiagge assolate, feste ed eramus all'apice. Valencia coi suoi odori, la sua movida e le sue stranezze.
Alzo la testa e mi guardo attorno. Parma. L'afa ad accompagnare la routine di studio e lavoro.
Voglio andare via. Ho bisogno di una vacanza.
Cosinusoidi neurali a tangenza infinita. Come dire: stress.
ilpazzo@perchènonseiqui!?
Spiagge assolate, feste ed eramus all'apice. Valencia coi suoi odori, la sua movida e le sue stranezze.
Alzo la testa e mi guardo attorno. Parma. L'afa ad accompagnare la routine di studio e lavoro.
Voglio andare via. Ho bisogno di una vacanza.
Cosinusoidi neurali a tangenza infinita. Come dire: stress.
ilpazzo@perchènonseiqui!?
Saturday, July 07, 2007
Ed è sempre di Sabato...
L'orologio segna le 14:00. Le due pomeridiane, mentre la mia testa rotola ancora rintronata sul cuscino. Divagazioni mentali, sogni e frustrazioni prima di prendere coraggio e scaraventare questo già stanco corpo giù dal letto.
Apro le finestre quasi a flagellarmi. Sole come se fosse Luglio.
E' Luglio. Il caldo è spaventoso e beffardo. Infilo l'antibiotico in bocca e do un sorso d'acqua amara. La città è deserta e, per una volta, fastidiosamente silenziosa.
Stanco di questi Sabati al profumo di Domenica mi infilo curvo e torvo in cucina. Un aborto di colazione, mille imprecazioni e poi davanti a questo miserabile PC.
Cerco la forza di studiare ma la mia testa, da sempre ingrippata, viaggia fuori fase e sotto giri.
Dannazione dei disequilibrati. E per la notazione disequilibrato devo necessariamente ringraziare Chiara. Per quanto la sua scarsa propensione alla tecnologia la terrà sicuro molto lontana dal leggere queste righe, un ringraziamento è dovuto. Vuoi per la chiarezza con cui ha dipinto uno stato profondo del mio (ed ancor piu' del suo) io, vuoi per il sorriso che mi ha dipinto sul volto in un venerdì sera di via crucis parmigiane.
Il risceglio, tragico e drammatico, mi riporta coi piedi per terra. Il sorriso si è trasformato in una smorfia di insofferenza mal celata e la voglia di raccontare e ridere in un istinto di blindare su questo abbandonato blog paranoie classiche di una sabato senza mare. E senza piscina. E senza un cazzo di niente da poter fare.
Sono in bestia. Perchè, sebbene la ruota giri nel senso giusto, continua a rotolare verso mete di cui, sinceramente, non me ne sbatte un amato cazzo.
ilpazzo@ilsabato
Apro le finestre quasi a flagellarmi. Sole come se fosse Luglio.
E' Luglio. Il caldo è spaventoso e beffardo. Infilo l'antibiotico in bocca e do un sorso d'acqua amara. La città è deserta e, per una volta, fastidiosamente silenziosa.
Stanco di questi Sabati al profumo di Domenica mi infilo curvo e torvo in cucina. Un aborto di colazione, mille imprecazioni e poi davanti a questo miserabile PC.
Cerco la forza di studiare ma la mia testa, da sempre ingrippata, viaggia fuori fase e sotto giri.
Dannazione dei disequilibrati. E per la notazione disequilibrato devo necessariamente ringraziare Chiara. Per quanto la sua scarsa propensione alla tecnologia la terrà sicuro molto lontana dal leggere queste righe, un ringraziamento è dovuto. Vuoi per la chiarezza con cui ha dipinto uno stato profondo del mio (ed ancor piu' del suo) io, vuoi per il sorriso che mi ha dipinto sul volto in un venerdì sera di via crucis parmigiane.
Il risceglio, tragico e drammatico, mi riporta coi piedi per terra. Il sorriso si è trasformato in una smorfia di insofferenza mal celata e la voglia di raccontare e ridere in un istinto di blindare su questo abbandonato blog paranoie classiche di una sabato senza mare. E senza piscina. E senza un cazzo di niente da poter fare.
Sono in bestia. Perchè, sebbene la ruota giri nel senso giusto, continua a rotolare verso mete di cui, sinceramente, non me ne sbatte un amato cazzo.
ilpazzo@ilsabato
Saturday, June 23, 2007
Reset...
Sabato mattina. Di quelle calde ed afose mattinate che solo un finale di Giugno come quello di quest'anno mi poteva regalare. Maledico i primi raggi di sole che filtrano dalla finestra e quel subnormale del mio coinquilino napoletano (mannaggia a me e quando me lo sono preso a casa... pezzo di cane!) per avermi fatto perdere il sonno.
Sveglia alle 13:30... occhi gonfi e palle girate. Forse anche gonfie. Ma la misoginia che mi ha sorpreso quest'oggi mi lascia completamente indifferente davanti a questo particolare. Scivolo lento in cucina; tempo di sciacquarmi la faccia in una tazzina di caffè e sono davanti al pc a leggere le notizie di questo ennesimo Sabato al sapor cotonato di domenica. Politica, scioperi e contestazioni. La solita merda, niente che riesca a sorprendermi.
Apprendo che, chiunque, nel Salento è al mare. A me invece tocca aprire i libri ed iniziare quel difficoltoso processo chiamato "di avvicinamento all'esame". Pranzo pomeridiano ed ancora libri. Decido di spezzare il pomeriggio ed uscire a prendere una boccata d'aria, un caffè con Mele e Gerard e degli appunti dal buon Magnotta.
Constato che Parma è, a buona ragione, la città dalle donne piu' belle al mondo. Questo particolare riesce ad accrescere ancor di piu' il mio grado di misoginia ed a lasciare inalterato il mio profondo senso di odio e fastidio verso tutto e tutti. Mi trascino verso casa e non mi faccio risollevare il morale neanche dagli splendidi incontri sul ponte di mezzo: occhiali da sole, vento a spettinare i capelli. Bellezza di quelle impressionanti. Di fronte la più completa impasibilità, inespressività e mancanza di entusiasmo. La mia.
Giornata no. Da schiaffo morale.
Mi siedo davanti a questo pc sudante e caldo. Anche lui.
Decido di stendere giù queste due righe stonate di questo Giugno profumato.
Sperando che la serata decida di giocarsi un buon jolly,
vi saluto,
ilpazo@misoginia/misantropia
Sveglia alle 13:30... occhi gonfi e palle girate. Forse anche gonfie. Ma la misoginia che mi ha sorpreso quest'oggi mi lascia completamente indifferente davanti a questo particolare. Scivolo lento in cucina; tempo di sciacquarmi la faccia in una tazzina di caffè e sono davanti al pc a leggere le notizie di questo ennesimo Sabato al sapor cotonato di domenica. Politica, scioperi e contestazioni. La solita merda, niente che riesca a sorprendermi.
Apprendo che, chiunque, nel Salento è al mare. A me invece tocca aprire i libri ed iniziare quel difficoltoso processo chiamato "di avvicinamento all'esame". Pranzo pomeridiano ed ancora libri. Decido di spezzare il pomeriggio ed uscire a prendere una boccata d'aria, un caffè con Mele e Gerard e degli appunti dal buon Magnotta.
Constato che Parma è, a buona ragione, la città dalle donne piu' belle al mondo. Questo particolare riesce ad accrescere ancor di piu' il mio grado di misoginia ed a lasciare inalterato il mio profondo senso di odio e fastidio verso tutto e tutti. Mi trascino verso casa e non mi faccio risollevare il morale neanche dagli splendidi incontri sul ponte di mezzo: occhiali da sole, vento a spettinare i capelli. Bellezza di quelle impressionanti. Di fronte la più completa impasibilità, inespressività e mancanza di entusiasmo. La mia.
Giornata no. Da schiaffo morale.
Mi siedo davanti a questo pc sudante e caldo. Anche lui.
Decido di stendere giù queste due righe stonate di questo Giugno profumato.
Sperando che la serata decida di giocarsi un buon jolly,
vi saluto,
ilpazo@misoginia/misantropia
Sunday, June 17, 2007
A/R andata e ritorno
9/6/2007
Verso Lecce
Fuori dal finestrino di questo treno in corsa il panorama dice solo ulivi e lecci, viti e purbacchia. Il sole di questo quasi scontatamente perfetto tramonto mi taglia gli occhi; mi tocca socchiudere le palpebre per vedere la terra rossa ed il susseguirsi di muretti a secco. Nè un monte nè un colle.... quella pianeggiante distesa infinità detta Salento. Ulivi, viti e muretti a secco; in questa terra rossa come il vino, come il sangue e come la passione.
La puglia, lingua stesa arsa al mare, smette di essere puglia e si profuma di salento. Manca mezz'ora alla fine di questo viaggio infinito che mi restituisce alla mia terra e restituisce, ancora una volta, lei a me. Le mie profonde radici, tubero di un legame che mi si rivela sempre piu' indissolubile.
Natura agreste e genuini sapori visivi. Dal finestrino il panorama scorre sempre meravigliosamente uguale a se stesso. Mi riscopro affascinato ed incapace. L'incapacità di descrivere con semplici parole quello che da sempre è il mio, la mia culla, la mia itaca.
La voce gracchia: "Tra pochi minuti saremo in arrivo nella stazione di Lecce". Impeccabile, non un minuto di ritardo. Mi sento teso e nervoso. Sono rigido ed impaurito... quasi fosse un appuntamento il mio.
Annuso l'aria a fantastico un po': salsedine e mucillagine, profumi e sapori forse d'Africa. Il sole ormai al di là dell'orizzonte allunga solo i suoi deboli raggi. Cerco, ancora una volta invano, le parole giuste per descrivere l'emozione, l'ennesima, del ritorno in questa terra. Rabbia e frustrazione. Vorrei essere scrittore... ma nn è il mio. No, non lo è!
Accartoccio il foglio mentre lo stomaco mi ribolle di ira. Non posso scrivere cio' che non sono capace di esprimere a parole. Ma alzato lo sguardo scopro che il treno ha lentamente fatto il suo ingresso nella zona della stazione: rivedo la fabbrica di legnami di Arsieni, i campetti dell'Idria, li scalini dove passavo i miei pomeriggi. Il ponte di monteroni, la mia scuola media "ex Clinica De Frankis". E poi le poste centrali, il dopolavoro ferroviario. Infine la stazione con don Panta ed i suoi capelli spettinatissimi ad aspettarmi.
Riprendo il foglio con queste parole scirtte forse senza nessuna logica e senso. Forse, chi non è mai stato nel Salento, troverà illogico questo attaccamento morboso alla propria terra d'origine. Ma ogni cosa ha un suo perchè... ed il perchè di questo amore smisurato è da trovare qui, in questo meraviglioso angolo di paradiso profumato d'inferno.
Metto il foglio in tasca e guardo don Panta fisso mentre si riempe di orgoglio per il suo striu diventato uomo. Come ogni volta che ci riabbracciamo ha gli occhi lucidi. Non riesce a nasconderlo e probabilmente non lo vuole neanche. Lo bacio sulla fronte e ci stringiamo forte l'un l'altro mentre andiamo verso la macchina.
Per una settimana sarà casa e coccole,
nipotini ed amici. Sagre e mare.
Per una settimana sarà Salento.
ilpazzo@paradise
Verso Lecce
Fuori dal finestrino di questo treno in corsa il panorama dice solo ulivi e lecci, viti e purbacchia. Il sole di questo quasi scontatamente perfetto tramonto mi taglia gli occhi; mi tocca socchiudere le palpebre per vedere la terra rossa ed il susseguirsi di muretti a secco. Nè un monte nè un colle.... quella pianeggiante distesa infinità detta Salento. Ulivi, viti e muretti a secco; in questa terra rossa come il vino, come il sangue e come la passione.
La puglia, lingua stesa arsa al mare, smette di essere puglia e si profuma di salento. Manca mezz'ora alla fine di questo viaggio infinito che mi restituisce alla mia terra e restituisce, ancora una volta, lei a me. Le mie profonde radici, tubero di un legame che mi si rivela sempre piu' indissolubile.
Natura agreste e genuini sapori visivi. Dal finestrino il panorama scorre sempre meravigliosamente uguale a se stesso. Mi riscopro affascinato ed incapace. L'incapacità di descrivere con semplici parole quello che da sempre è il mio, la mia culla, la mia itaca.
La voce gracchia: "Tra pochi minuti saremo in arrivo nella stazione di Lecce". Impeccabile, non un minuto di ritardo. Mi sento teso e nervoso. Sono rigido ed impaurito... quasi fosse un appuntamento il mio.
Annuso l'aria a fantastico un po': salsedine e mucillagine, profumi e sapori forse d'Africa. Il sole ormai al di là dell'orizzonte allunga solo i suoi deboli raggi. Cerco, ancora una volta invano, le parole giuste per descrivere l'emozione, l'ennesima, del ritorno in questa terra. Rabbia e frustrazione. Vorrei essere scrittore... ma nn è il mio. No, non lo è!
Accartoccio il foglio mentre lo stomaco mi ribolle di ira. Non posso scrivere cio' che non sono capace di esprimere a parole. Ma alzato lo sguardo scopro che il treno ha lentamente fatto il suo ingresso nella zona della stazione: rivedo la fabbrica di legnami di Arsieni, i campetti dell'Idria, li scalini dove passavo i miei pomeriggi. Il ponte di monteroni, la mia scuola media "ex Clinica De Frankis". E poi le poste centrali, il dopolavoro ferroviario. Infine la stazione con don Panta ed i suoi capelli spettinatissimi ad aspettarmi.
Riprendo il foglio con queste parole scirtte forse senza nessuna logica e senso. Forse, chi non è mai stato nel Salento, troverà illogico questo attaccamento morboso alla propria terra d'origine. Ma ogni cosa ha un suo perchè... ed il perchè di questo amore smisurato è da trovare qui, in questo meraviglioso angolo di paradiso profumato d'inferno.
Metto il foglio in tasca e guardo don Panta fisso mentre si riempe di orgoglio per il suo striu diventato uomo. Come ogni volta che ci riabbracciamo ha gli occhi lucidi. Non riesce a nasconderlo e probabilmente non lo vuole neanche. Lo bacio sulla fronte e ci stringiamo forte l'un l'altro mentre andiamo verso la macchina.
Per una settimana sarà casa e coccole,
nipotini ed amici. Sagre e mare.
Per una settimana sarà Salento.
ilpazzo@paradise
Wednesday, June 06, 2007
A volte ritornano: il giallo dell'insonnia
Insonnia. Eppure non si direbbe che le mie giornate siano proprio leggerine. Torno a casa sfatto, dopo aver affrontato ostacoli ed aver effettuato mille peripezie, eppure.. . eppure il sonno proprio non ne vuole sapere di venire. Orfeo se n'è andato in vacanza. Se ne andasse affanculo!
Ore 1 AM. La notte si prevede giovane. Ho deciso di rendermi produttivo da un po' di giorni a questa parte; basta perdere tempo guardando il soffitto o cazzeggiando su internet. Oggi mi sono intrippato il cervello con uno script in matlab che potrebbe ritornare utile per un esame. E, parallelamente, ho iniziato a scrivere. Si, a scrivere.
A scrivere!? Siiiiiiii
A scrivere.
Ho deciso che, prima o poi, dovevo pur iniziare; provare a mettere giù qualcosa. Per riuscire a vedere se son capace, se non a scrivere qualcosa di apprezzabile, se non altro a mantenere una coerenza narrativa che (purtroppo) non sono mai riuscito a trovare. Sarà perché io, una persona coerente, non la sono mai stata....
Soddisfazioni. Non per il racconto ma per la routine matlab... ma son sempre soddisfazioni.
Comunque...
soddisfazioni rimangono!
Ora ritorno a cimentarmi con la favoletta... dovrebbe essere un racconto ma sembra scritta da un appassionato di Fedro! Bha... chi vivrà vedrà!
buonanotte d'insonnia a tutti,
ilpazzo@sabatosonoaLecce
function [ ] = fitting(x,y)
%la x è il vettore delle ordinate misurate (riga)
%la y è il vettore delle ascisse misurate (riga)
%la S grande davanti ad una varaiabile ne indica la somma
n=length (x);
uni=ones(n,1); %crea un vettore colonna di n elementi
Sx2=x*x'; %somma degli xi^2
Sxy=x*y'; %somma di xi*yi
Sy=y*uni; %somma degli yi
Sx=x*uni; %somma delgi yi
delta=n*Sx2 - (Sx)^2; %delta (vedi formula)
a=(Sx2*Sy - (Sx*Sxy))/delta;
b=(n*Sxy-Sx*Sy)/delta;
scarto=y-(b*x+a); %calcola lo scarto tra i valori e l'approssimazione
Sscarto2=scarto*scarto'; %e ne fa la somma dei quadrati
dy2=(1/(n-2))*(Sscarto2);
da=sqrt((dy2/delta)*Sx2);
db=sqrt(n*dy2/delta);
yfit=b*x+a;
disp 'Con i punti presi a disposizione si sono trovati i seguenti valori: \n'
n
a
da
b
db
plot (x,y,x, yfit,'r');
%giusto per dar pace all'insonnia... coefficiente di correlazione
xbarra=Sx/n; %media delle x
ybarra=Sy/n; %media delle y
x_xbarra=x-xbarra; %vettore xi-xbarra
y_ybarra=y-ybarra; %vettore yi-ybarra
Sx_xbarra2=x_xbarra*x_xbarra'; %somma degli (xi-xbarra)^2
Sy_ybarra2=y_ybarra*y_ybarra'; %somma degli (yi-ybarra)^2
numeratore=x_xbarra*y_ybarra'; %somma degli (xi-xbarra)*(yi-ybarra)
correlazione=numeratore/sqrt(Sx_xbarra2*Sy_ybarra2)
Ore 1 AM. La notte si prevede giovane. Ho deciso di rendermi produttivo da un po' di giorni a questa parte; basta perdere tempo guardando il soffitto o cazzeggiando su internet. Oggi mi sono intrippato il cervello con uno script in matlab che potrebbe ritornare utile per un esame. E, parallelamente, ho iniziato a scrivere. Si, a scrivere.
A scrivere!? Siiiiiiii
A scrivere.
Ho deciso che, prima o poi, dovevo pur iniziare; provare a mettere giù qualcosa. Per riuscire a vedere se son capace, se non a scrivere qualcosa di apprezzabile, se non altro a mantenere una coerenza narrativa che (purtroppo) non sono mai riuscito a trovare. Sarà perché io, una persona coerente, non la sono mai stata....
Soddisfazioni. Non per il racconto ma per la routine matlab... ma son sempre soddisfazioni.
Comunque...
soddisfazioni rimangono!
Ora ritorno a cimentarmi con la favoletta... dovrebbe essere un racconto ma sembra scritta da un appassionato di Fedro! Bha... chi vivrà vedrà!
buonanotte d'insonnia a tutti,
ilpazzo@sabatosonoaLecce
function [ ] = fitting(x,y)
%la x è il vettore delle ordinate misurate (riga)
%la y è il vettore delle ascisse misurate (riga)
%la S grande davanti ad una varaiabile ne indica la somma
n=length (x);
uni=ones(n,1); %crea un vettore colonna di n elementi
Sx2=x*x'; %somma degli xi^2
Sxy=x*y'; %somma di xi*yi
Sy=y*uni; %somma degli yi
Sx=x*uni; %somma delgi yi
delta=n*Sx2 - (Sx)^2; %delta (vedi formula)
a=(Sx2*Sy - (Sx*Sxy))/delta;
b=(n*Sxy-Sx*Sy)/delta;
scarto=y-(b*x+a); %calcola lo scarto tra i valori e l'approssimazione
Sscarto2=scarto*scarto'; %e ne fa la somma dei quadrati
dy2=(1/(n-2))*(Sscarto2);
da=sqrt((dy2/delta)*Sx2);
db=sqrt(n*dy2/delta);
yfit=b*x+a;
disp 'Con i punti presi a disposizione si sono trovati i seguenti valori: \n'
n
a
da
b
db
plot (x,y,x, yfit,'r');
%giusto per dar pace all'insonnia... coefficiente di correlazione
xbarra=Sx/n; %media delle x
ybarra=Sy/n; %media delle y
x_xbarra=x-xbarra; %vettore xi-xbarra
y_ybarra=y-ybarra; %vettore yi-ybarra
Sx_xbarra2=x_xbarra*x_xbarra'; %somma degli (xi-xbarra)^2
Sy_ybarra2=y_ybarra*y_ybarra'; %somma degli (yi-ybarra)^2
numeratore=x_xbarra*y_ybarra'; %somma degli (xi-xbarra)*(yi-ybarra)
correlazione=numeratore/sqrt(Sx_xbarra2*Sy_ybarra2)
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