Thursday, May 08, 2008

Seppellisco l'ascia. E tutta la guerra.

Lo stomaco sottosopra ed i nervi che pulsano sotto l'epidermide. Sono una corda di violino solleticata da mille pizzichi. Cerco di imbastire serenità su una tela fatta di bozzi e nervosismi, scleri ed insoddisfazioni.

Mi scivola di mano la mia stessa felicità e, quasi, dimentico la condotta di vita voluta e regalatami.

Sono bastardamente incazzato con me stesso. Vigliaccamente incapace di prendere una svolta, la dove ci vorrebbe. Mille belle parole e mille bei propositi. Ma la giostra non parte, i cavallucci nn si muovono.

In una fottuta stasi, seduto su uno scomodissimo sofà, sbraito alla vita di infelicità e di impazienza. Prendo a calci tutto ciò che ho davanti. Perchè nn lo voglio. O perchè, semplicemente, non posso averlo; nn come dico io.

Mi sento, come altre volte, segregato in un angolo del mondo. Mille potenzialità che esplodono sul lato sbagliato e nel modo meno conforme. Conforme a me. Questa volta però la via di uscita mi si palesa a braccia levate davanti; imbocca la strada guido... imboccala!

Non m sento io.
A bocca aperta, testa alta, ossigeno il cervello.
E' l'ora di grandi decisioni. O di piccoli passi verso decisioni già prese.

E' l'ora di ritornare ilpazzo che conosco.

Prometto di rimettermi a nuovo.
Stay tuned.

ilpazzo@rewind

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